Sab. Gen 24th, 2026

Arrestato Simone Sacchettino dopo evasione da Foggia il fratello di Danielino di Gomorra

Arrestato Simone Sacchettino dopo evasione da Foggia il fratello di Danielino di Gomorra

Un evaso da Foggia scovato a Varcaturo con droga e un’arma nascosta: la vita tra realtà e finzione in Campania. #CronacaNapoli #GomorraRealtà

Immaginate una mattina qualunque in un tranquillo quartiere di Varcaturo, dove la routine quotidiana viene interrotta da un’operazione della Polizia di Stato che rivela un mondo nascosto di pericoli e segreti. È qui che gli agenti hanno sorpreso Simone Sacchettino, un 32enne napoletano che era evaso dagli arresti domiciliari a Foggia, trovandolo in possesso di sostanze illecite e un’arma non dichiarata, un ritrovamento che ha riportato alla luce i legami profondi tra il crimine organizzato e la vita quotidiana delle comunità locali.

Simone, con un passato segnato da precedenti per spaccio, è anche il fratello di Vincenzo Sacchettino, l’attore che ha conquistato il pubblico televisivo. Vincenzo Sacchettino, l’attore noto al grande pubblico per aver interpretato “Danielino” nella serie tv Gomorra, il giovane meccanico arruolato da Ciro Di Marzio e poi ucciso da Salvatore Conte nella celebre scena del “Vieni a te piglià ’o perdono”, un ruolo che ha reso la serie un fenomeno culturale, ma che ora risuona in modo inquietante con la realtà della sua famiglia. Questa connessione tra lo schermo e la strada fa riflettere su quanto le storie di Gomorra non siano solo finzione, ma specchio di un territorio dove il confine tra dramma e vita reale si sfuma spesso.

Non è la prima volta che Simone finisce nei guai: l’ultimo episodio risale al maggio 2022, quando lui, insieme al padre Pasquale e al fratello Raffaele, venne arrestato ad Aversa per un giro di spaccio itinerante. Durante il controllo a Varcaturo, gli agenti del Commissariato di Pozzuoli hanno scoperto due pezzi di hashish, per un totale di circa 32 grammi, nascosti con cura in un armadio, e una pistola con la matricola abrasa, oggetti che raccontano una storia di evasione e ricettazione iniziata dopo la sua fuga dal regime domiciliare il 31 dicembre scorso.

Gli investigatori ritengono che Simone sia vicino al clan Raia, un gruppo attivo nell’area di Scampia, attorno al Chalet Bakù, rafforzando il legame tra queste reti criminali e i quartieri periferici di Napoli. È un reminder, per chi vive in queste zone, di come il crimine non sia solo un fatto isolato, ma un’ombra che influenza la quotidianità, erodendo la sicurezza e il senso di comunità.

Questo arresto, tra le pieghe di una vicenda personale, ci invita a considerare quanto le storie come quella di Simone tocchino il tessuto sociale della Campania, ricordandoci che dietro ogni headline c’è un intreccio di vite reali che merita attenzione e riflessione.

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