Lun. Gen 26th, 2026

Accordo tra Vesuvio e Alta Irpinia per accogliere residenti in caso di emergenza

Accordo tra Vesuvio e Alta Irpinia per accogliere residenti in caso di emergenza

Quando l’antico gigante del Vesuvio minaccia, la Campania risponde con un abbraccio di solidarietà: #VesuvioSolidale #PrevenzioneComune

Immaginate una regione dove il pericolo di un vulcano dormiente non divide, ma unisce comunità intere in un patto di fratellanza. Proprio così, Napoli e l’Alta Irpinia hanno trasformato una potenziale crisi in un’opportunità di collaborazione, siglando un accordo che promette di proteggere migliaia di persone in caso di emergenza.

Questo patto, frutto di mesi di dialogo e pianificazione, vede 25 Comuni dell’Alta Irpinia pronti a spalancare le porte ai residenti della zona rossa vesuviana, coordinandosi con il piano nazionale per un’accoglienza efficiente e umana. Non è solo un gesto burocratico, ma un passo concreto verso una prevenzione condivisa, come emerge dal lavoro instancabile della Fondazione Convivenza Vesuvio.

“Questo non è solo un documento, ma la concretizzazione di un modello di prevenzione basato sulla responsabilità condivisa e sulla cooperazione tra comunità”, ha spiegato Vincenzo Coronato, presidente della Fondazione, evidenziando come tale impegno rafforzi il tessuto sociale della Campania. Un sostegno cruciale arriva anche dall’Intergruppo parlamentare per il Vesuvio, che ha garantito continuità a questa iniziativa, ricordandoci che la sicurezza non può essere un affare isolato.

Al centro di questo accordo c’è la sindaca di Sant’Angelo dei Lombardi, Rosa Anna Repole, che ha firmato per tutti i Comuni coinvolti, con il supporto dell’ex sindaco di San Giorgio a Cremano, Aldo Vella. “Il protocollo ribadisce un principio chiaro: Vesuvio, Irpinia e Campania sono parti della stessa comunità territoriale”, ha sottolineato Repole, invitando a riflettere su come le sfide condivise possano forgiare legami più forti.

Già oltre le parole, i Comuni hanno definito le prime risorse logistiche e pianificato una simulazione pratica di un giorno, assegnando numeri specifici di ospiti a ciascun territorio. Si tratta di luoghi come Andretta, Aquilonia, Bagnoli Irpino e altri, tutti parte dei Sistemi Territoriali di Sviluppo Terminio Cervialto e Alta Irpinia, che ora si preparano attivamente a ospitare chi potrebbe dover fuggire.

Questa iniziativa va al di là dell’organizzazione: simboleggia l’unità della Campania, dove l’Irpinia emerge non come periferia, ma come cuore pulsante di una strategia regionale di protezione civile. È un messaggio di speranza, che ci ricorda come, affrontando insieme i rischi, possiamo trasformare la paura in resilienza.

In fondo, mentre i dettagli tecnici saranno condivisi presto in un incontro istituzionale, l’essenziale è già evidente: le comunità sono pronte, e questo spirito di solidarietà potrebbe ispirare altre regioni a seguire l’esempio, rafforzando il nostro legame con la terra che abitiamo.

Fonte

Related Post