Un autolavaggio a Poggiomarino sotto sequestro: la lotta contro l’inquinamento del Sarno continua tra indignazione e speranza. #Ambiente #Sarno #Poggiomarino
Immaginate una tipica giornata a Poggiomarino, dove il ronzio delle auto e il via vai quotidiano si intrecciano con il flusso del fiume Sarno, un corso d’acqua che da anni geme sotto il peso dell’inquinamento. Qui, in un autolavaggio apparentemente ordinario, la Polizia Metropolitana di Napoli ha fatto irruzione, scoprendo un sistema illecito che scaricava acque reflue cariche di sostanze inquinanti direttamente nella rete fognaria, aggravando una situazione già critica per l’ecosistema locale.
La scena si è svolta ieri, con l’Unità Speciale Emergenza Sarno (USES) in azione, coordinata dalla Procura di Torre Annunziata e supportata dagli esperti della GORI. I controlli hanno rivelato una frode ambientale ben orchestrata: nonostante l’impianto di depurazione e la vasca di raccolta fossero regolarmente presenti, il gestore aveva attivato un ingegnoso, ma illecito, sistema di bypass. Questo meccanismo, azionato di proposito, deviava le acque di lavaggio, bypassando completamente il depuratore e riversando i rifiuti inquinanti negli scarichi fognari senza autorizzazione. È un promemoria che, in un contesto urbano come questo, dove le attività quotidiane si scontrano con la fragilità ambientale, ogni scelta conta per il bene della comunità.
Gli agenti hanno descritto l’operazione come un passo necessario per proteggere il territorio, e “Lo scopo del sequestro preventivo è duplice: impedire la continuazione del reato ed evitarne l’aggravamento delle conseguenze”, come hanno precisato dalla Polizia Metropolitana. Questa misura non è isolata, ma si inserisce nel più ampio “Protocollo Sarno”, un accordo siglato a dicembre 2025 tra diverse procure e forze ambientali, mirato a contrastare i crimini che da decenni affliggono il fiume, noto come il più inquinato d’Europa.
In un’area come Poggiomarino, dove il Sarno è parte integrante della vita quotidiana – dai pescatori alle famiglie che dipendono dalle risorse locali – azioni come questa evidenziano l’impatto reale sulle persone, ricordandoci quanto l’inquinamento possa minacciare la salute e il futuro del territorio. È una lotta che va oltre le indagini, toccando il cuore di una comunità che merita acque pulite e un ambiente vivibile.
Alla fine, storie come questa ci invitano a riflettere su quanto sia fragile l’equilibrio tra sviluppo e sostenibilità, spingendo tutti noi a sostenere gli sforzi per una bonifica duratura del Sarno, in modo che il fiume possa tornare a essere un simbolo di vita piuttosto che di degrado.