A Napoli, un fronte unito contro il disagio giovanile: un passo concreto per i ragazzi della città #Napoli #Giovani #Inclusione
Immaginate una sala al Palazzo di Governo di Napoli, dove l’aria è carica di determinazione e speranza, mentre rappresentanti di istituzioni, forze dell’ordine e associazioni si riuniscono per affrontare una sfida che colpisce al cuore della comunità: il disagio giovanile e la devianza minorile. È stato proprio qui, il 9 gennaio, che il Prefetto Michele di Bari ha dato vita a un Tavolo tecnico, un’iniziativa che mira a tessere una rete capillare di supporto per i giovani, offrendo loro percorsi di inclusione e opportunità di crescita in un contesto urbano come quello di Napoli, dove le strade raccontano storie di vivacità mista a vulnerabilità.
La riunione ha riunito figure chiave del sistema di tutela, creando un dialogo vivo e collaborativo. C’erano l’assessore regionale alle politiche sociali, il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni, il Vicario del Presidente del Tribunale per i minorenni e il Garante per l’Infanzia della Regione Campania. A loro si sono aggiunti i referenti delle forze dell’ordine, dell’Ufficio scolastico regionale, dell’ASL Napoli 1 Centro, oltre ai delegati dell’Arcivescovo di Napoli e del Vescovo di Pozzuoli. E poi, le associazioni del territorio – Comunità di Sant’Egidio, Con i bambini, Dedalus, Il Quadrifoglio, Era, Centro la Tenda e Maestri di Strada – che portano con sé l’energia del volontariato e la voce di chi lavora quotidianamente nelle periferie, ricordandoci quanto sia essenziale coinvolgere il tessuto sociale per un vero cambiamento.
Nel segno del Decreto Caivano: mappare il territorio per ridare vita agli spazi
Questa iniziativa si inserisce nel solco del Decreto Caivano, rafforzando azioni già in corso come i controlli contro l’evasione scolastica, il contrasto all’uso di alcol, stupefacenti e armi vicino alle scuole. Il Tavolo tecnico ora coordinerà interventi mirati sulle aree metropolitane a rischio, promuovendo uno scambio informativo che unisce tutti gli attori coinvolti. Immaginate la mappatura di luoghi pubblici da rigenerare: parchi, piazze o centri comunitari che potrebbero diventare spazi di socialità e crescita per i giovani, grazie a partnership tra pubblico, privato e famiglie. È un approccio che, in un contesto come Napoli, dove il tessuto urbano mescola storia e sfide quotidiane, potrebbe davvero fare la differenza, offrendo ai ragazzi un’alternativa concreta alle strade.
Mentre si discuteva, l’attenzione si è spostata su progetti educativi per tenere aperte le scuole nel pomeriggio e incrementare la pratica sportiva, elementi che non sono solo misure pratiche, ma veri e propri pilastri per la prevenzione. Si è sottolineata l’importanza di interventi di prossimità, coinvolgendo i gestori di locali per limitare il consumo di alcol tra i giovani, con l’ASL Napoli 1 Centro pronta a fornire supporto tecnico e campagne informative nelle scuole. Le associazioni presenti hanno ribadito la loro piena collaborazione, un segnale che, in una città come questa, la sinergia tra istituzioni e comunità locale è il primo passo verso un futuro più inclusivo.
Un fondo per combattere bullismo e cyberbullismo
Durante l’incontro, è emersa una direttiva del Ministero dell’Interno che destina risorse dal Fondo Lire UNRRA a progetti contro il bullismo, il cyberbullismo e l’uso improprio dei social media. Le proposte progettuali, finanziate fino a un massimo di 50mila euro ciascuna, potranno essere presentate alla Prefettura entro il 19 gennaio da enti pubblici o soggetti privati con personalità giuridica e almeno cinque anni di esperienza nel settore. È un’opportunità che, in un’era digitale dove i giovani navigano mondi virtuali pieni di insidie, potrebbe rafforzare la rete di protezione, invitandoci a riflettere su come la tecnologia, se non gestita, possa amplificare le vulnerabilità della gioventù urbana.
In definitiva, iniziative come questa a Napoli non sono solo risposte a un problema locale, ma un invito alla comunità intera a impegnarsi per i suoi giovani, ricordandoci che ogni passo verso l’inclusione contribuisce a costruire una città più resiliente e umana.
