A Napoli, 14 bambini ignari in un asilo fantasma: l’intervento dei Carabinieri svela un mondo di rischi #SicurezzaInfanzia #NapoliControlla
Immaginate una mattina qualunque nel quartiere orientale di Napoli, dove le strade affollate nascondono storie che toccano il cuore delle famiglie: qui, i Carabinieri hanno scoperto un asilo nido abusivo, un luogo che prometteva cure e sorrisi per 14 bambini tra i 1 e i 3 anni, ma che in realtà era invisibile al fisco e alle istituzioni. Era come se una bolla di incertezza si fosse formata nel mezzo della comunità, mettendo a repentaglio l’infanzia più vulnerabile.
L’operazione, partita da un controllo a largo raggio per tutelare la sicurezza pubblica, ha portato i militari della compagnia di Poggioreale dritti in via Guidone. Lì, una titolare e la sua socia gestivano i piccoli senza alcuna autorizzazione amministrativa, un vuoto che esponenzialmente aumentava i pericoli quotidiani. È inevitabile pensare a quanto questo rifletta le sfide del territorio napoletano, dove la fretta di offrire servizi può offuscare la necessità di regole rigorose. Altre due operatrici lavoravano completamente in nero, aggravando un quadro già allarmate: non solo mancavano i permessi, ma anche le qualifiche essenziali per un’educazione sicura.
Di fronte a questa realtà, non c’è stato spazio per esitazioni. Le responsabili sono state denunciate per esercizio abusivo della professione, e la struttura è stata immediatamente sequestrata e chiusa, con una sanzione pesante di 16mila euro per l’imprenditrice. È un intervento che, pur necessario, solleva interrogativi sul perché certe lacune persistano, toccando direttamente le vite di padri e madri che affidano i loro tesori a mani ignote.
Ma l’indagine non si è fermata qui: seguendo le direttive della Prefettura, i controlli sono scivolati nel mondo del gioco d’azzardo, spazzando vie come delle Repubbliche Marinare, Nuova Poggioreale e viale Regina Margherita. Anche in questi centri scommesse, il bilancio è stato pesante, con sanzioni totali per 44mila euro. Si è trovata un lavoratore in nero e l’assenza di cartellonistica obbligatoria sui rischi del gioco – quei reminder cruciali imposti dalla legge per proteggere chi cede alla tentazione. Per tutte e tre le attività, è partita la richiesta di sospensione della licenza all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, un passo che sottolinea come il benessere della comunità dipenda da una rete di controlli intrecciati.
Questa storia da Napoli ci invita a riflettere su quanto le regole non siano solo burocrazia, ma un baluardo per le famiglie e il territorio, spingendoci a chiederci come possiamo tutti contribuire a un futuro più protetto.
