Instabilità politica a Marcianise: un’altra crisi sconvolge Terra di Lavoro, con dimissioni lampo e incertezze per la comunità. #Caserta #PoliticaLocale
Immaginate le vie trafficate di Marcianise, un vivace centro industriale nella provincia di Caserta, dove l’aria di routine quotidiana si mescola ora con un senso di precarietà. Qui, come in tante altre comunità di Terra di Lavoro, la politica sembra danzare su un filo sottile, e questa volta è toccato al Comune locale vedere il proprio equilibrio spezzarsi in modo improvviso.
Nella mattina del 20 gennaio 2026, tredici consiglieri comunali hanno presentato le dimissioni, ponendo fine prematura all’amministrazione guidata dal sindaco Antonio Trombetta, eletto appena due anni fa. La sua vittoria, segnata da un voto disgiunto che gli aveva regalato più sostegno personale che appoggio alle liste, aveva da subito rivelato una fragilità sottostante, come una casa costruita su fondamenta instabili. Oggi, quel precarious equilibrio si è dissolto con un gesto formale che “stacca la spina” al governo cittadino, evitando persino un dibattito in aula e lasciando i residenti a interrogarsi su cosa verrà dopo.
La risposta rapida delle istituzioni
Non c’è stato tempo per le esitazioni: la Prefettura di Caserta, guidata dalla prefetta Lucia Volpe, ha agito immediatamente, sospendendo il Consiglio comunale e inoltrando al Ministero dell’Interno la proposta per lo scioglimento definitivo. È un meccanismo collaudato, ma che qui assume un peso maggiore, riflettendo la tensione che pervade questi territori. Per mantenere la continuità e gestire gli affari correnti in un Comune così popoloso e dinamico, è stato nominato come commissario prefettizio il viceprefetto Biagio Del Prete, che ora si troverà a navigare le complesse acque della burocrazia locale fino alle prossime elezioni.
Questa vicenda non è isolata, ma si inserisce in un mosaico di instabilità che sta segnando l’inizio del 2026 nella provincia di Caserta. Con Marcianise che si aggiunge ai casi recenti di Portico di Caserta e Pignataro Maggiore, è impossibile non notare come tali crisi tocchino al cuore la vita delle persone: i progetti locali, i fondi per lo sviluppo come quelli del PNRR, rischiano di rallentare, lasciando famiglie e imprese in attesa di decisioni che potrebbero influenzare il loro futuro quotidiano. È un segnale che invita a riflettere su quanto la politica, in aree come questa, sia intrecciata con il tessuto sociale, dove ogni scossone si ripercuote sulle strade e sui sogni della comunità.
In fondo, storie come questa ricordano quanto le dinamiche del potere locale non siano solo numeri e procedure, ma riflessi della vitalità e delle fragilità di un territorio che merita stabilità per prosperare.